elenco delle news
il profilo la storia galleria fotografica i video sponsor & partner lascia la tua firma
news di lunedì 19 novembre 2007
Intervista al Magico Tempe.

Ormai la stagione 2007 sta per finire e per il Magico Tempe è ora di fare un resoconto dell’annata e programmare quali saranno le future imprese da mettere in cantiere per il 2008. Siamo riusciti ad incontrarlo la scorsa settimana mentre si stava allenando sulla salita della Rosina a Marostica. Dopo averlo seguito per gran parte dell’ascesa ci siamo fermati in prossimità della chiesetta del ciclista per fargli alcune domande inerenti alcune sue recenti performance. Abbiamo seguito con molto interesse il racconto delle sue straordinarie imprese e non neghiamo che siamo rimasti meravigliati dalla grande disponibilità e umiltà che ha dimostrato fin da subito. Vi elenchiamo a seguito l’intervista che siamo riusciti a fargli:==================================== Una stagione ancora all’insegna di importanti imprese, tanto allenamento immaginiamo ma se dovesse darsi un voto per quello che è riuscito a fare quest’anno, che voto si darebbe? Ad essere sincero sono molto soddisfatto, penso che un bel 9 me lo merito. Il 10 è troppo azzardato? Penso di no anche se credo comunque che si può sempre fare di meglio. Ci risulta che lei ha iniziato questo genere di “funambolismo” 4 anni fa dopo aver vinto il Campionato Italiano di bike trial. Quali sono state per ogni anno le imprese che lei ritiene più importanti? Nel 2004 il record dell’ora sul velodromo Rino Mercante di Bassano del Grappa nel quale ero riuscito a percorrere la distanza di 27 chilometri e 541 metri in un’ora con la mountain bike priva di ruota anteriore. Nel 2005, senza dubbio, la scalata del Passo dello Stelvio con la sola ruota posteriore della bici da corsa in 2 ore e 10 minuti. Nel 2006, sempre nello Stelvio, sono riuscito a scendere fino a Prato Stelvio in impennata con la mountain bike in 59 minuti. Nel 2007 sicuramente la scalata al Monte Zoncolan, la salita più dura d’Europa, con la bici da corsa e sempre con la sola ruota posteriore in 1 ora e 18 minuti. Ci tolga una curiosità, ma cosa la spinge a fare questo genere di imprese? Sicuramente la sfida contro me stesso per ricercare i miei limiti. Sono convinto che con una normale bicicletta, sia questa una mountain bike oppure una bici da corsa, si possono fare cose straordinarie, che vanno oltre l’immaginabile, che sembrano impossibili. Quest’anno è stata una stagione positiva, ci racconti quali sono state le performance che hanno caratterizzato tutto il 2007. Il 7 aprile ho scalato in impennata e con la bici da corsa Prada Alta, una delle salite più dure d’Europa, poco più di 7 chilometri e una pendenza media del 14,6 per cento. Il 21 aprile il Passo Gobbera e la salita che porta al Lago di Calaita. Il 30 aprile la scalata al Monte Zoncolan è sicuramente l’impresa in assoluto più difficile. Il 9 giugno sono salito da Merano fino a Castel Torre pedalando con la sola ruota posteriore della bici da corsa e portando sulle spalle un’altra bici. Il 21 luglio, ancora una volta con la bici da corsa impennata, sono riuscito a scalare il Passo Duran e la Forcella Staulanza. Il 3 agosto, al Giro del Friuli amatori, tocca invece al Passo del Rest. Il 12 agosto, al Gran Premio Sportivi di Poggiana, sono salito fino alla Forcella Mostacin con la bici da corsa impennata portando sulla mano sinistra un vassoio con sopra tre bicchieri d’acqua. Il 25 agosto iniziano i primi test di allenamento in discesa con la mountain bike senza ruota e forcella. Faccio segnare un super record sulla discesa del Monte Grappa e dopo due settimane, il 9 settembre, su quella del Passo Manghen. Il 20 settembre, a causa di maltempo, mi vedo costretto rinviare la prova dello Stelvio e decido di affrontare, nelle stesse condizioni, la discesa del Passo Rolle che riuscirò a portare a termine in 51 minuti. Il 30 settembre, in occasione della 5^ Bassano - Monte Grappa, ho percorso gli ultimi 10 chilometri in impennata con la bici da corsa portando sulle spalle una sacca con dentro un paio di sci. Molti impegni dunque, ma qual’è l’allenamento che ha seguito per riuscire a fare un’impresa tipo quella dello Zoncolan il 30 aprile scorso? Premetto che è stata una preparazione più psicologica che fisica anche perché, lavorando durante la settimana, il tempo per uscire in bici è veramente poco. A inizio stagione ho iniziato con un allenamento di base per migliorare la resistenza poi, da metà marzo e fine aprile, ho fatto dei test su salite con pendenze estreme come Bocca di Forca e Prada Alta. Per tutto questo periodo inoltre facevo degli esercizi di potenziamento dei muscoli addominali, dorsali, pettorali e spalle oltre che esercizi di equilibrio con il monociclo. Quali sono state le difficoltà maggiori che ha incontrato? Le pendenze in primis. La difficoltà di restare in equilibrio aumenta con l’aumentare proprio della pendenza. In alcuni punti la velocità ha sfiorato i 4,5 chilometri orari e pedalare in quelle condizioni è stato veramente difficile oltre che faticoso. Nel tratto centrale, poi, ho dovuto fare dei veri e propri numeri di equilibrismo per poter bere dalla borraccia. Un’ascesa veramente dura quelle dello Zoncolan che abbiamo visto mettere in serie difficoltà anche i corridori al Giro d’Italia. Si aspettava di potercela fare? Sicuramente non si può mai avere la certezza, specialmente se la salita non la conosci ne tanto meno l’hai mai fatta. In questo modo però non sei condizionato e la mente è libera da qualsiasi pensiero che può influire, in maniera negativa, sullo stato di concentrazione. Per fortuna tutto è andato bene e sono riuscito ad arrivare al traguardo finale ancora una volta trionfante. Molta soddisfazione immaginiamo, ma come rivive questa incredibile esperienza a sei mesi di distanza? Ancora non mi rendo conto di quale gesto atletico sono riuscito a compiere quel giorno. La concentrazione, più di ogni altra cosa, ha fatto la differenza ed essere arrivato alla fine è stata un’enorme soddisfazione, anche se, a dire la verità, qualche delusione c’è pure stata. Delusione? Ci parli! La storia è un po’ lunga da raccontare, cercherò di sintetizzare. Qualcuno ha cercato di rovinare l’impresa fin da subito. Avevo deciso di fare lo Zoncolan quando ero venuto a sapere, a fine 2006, che una tappa del Giro d’Italia sarebbe arrivata proprio li. Da quel momento non ho fatto altro che pensare a quella salita, giorno dopo giorno. Era infatti l’occasione giusta per dimostrare a molta gente ciò che riesco a fare con la bicicletta. E proprio il 30 aprile, in occasione dello Zoncolan Day, che ho deciso di dare l’assalto al Kaiser, ovvero il Mostro, così lo chiamano da quelle parti. In accordo con l’organizzazione avevamo stabilito che dovrei essere partito alle ore 11:00 per non recare “fastidi” al passaggio dei corridori che partivano da Tolmezzo alle ore 14:30. Ci avevano dato tutti i consensi per poter quindi fare l’impresa, compresa l’illuminazione delle 3 gallerie. Purtroppo però le cose sono andate diversamente quel giorno. Innanzi tutto i cancelli, posti dopo le prime rampe di Liaris, erano chiusi e per fortuna gli amici che dovevano seguirmi in bicicletta erano andati in perlustrazione per controllare che tutto era apposto. Quindi abbiamo chiamato subito l’organizzazione per avere delle spiegazioni, ma purtroppo nessuna risposta. Erano le 11:15 e delle chiavi del cancello ancora non si sapeva nulla. Abbiamo quindi iniziato una ricerca, dal Sindaco di Ovaro, ai vigili, ma delle chiavi nessuno sapeva nulla! Abbiamo aspettato per circa un’ora e mezza, poi, per fortuna, degli operai sono riusciti ad aprire il cancello e siamo partiti. Una lunga attesa che avrà sicuramente aumentato la tensione nervosa. Come ha affrontato la salita dopo questo problema? Non potevo rischiare di sbagliare quindi ho cercato di concentrarmi esclusivamente sulle dure rampe del tratto centrale dove restare in equilibrio è stato sicuramente difficilissimo. Quando, all’imbocco della prima galleria, un’altra delusione; la luce era ancora spenta. Ho proseguito a sensazioni, prendendo come riferimento le luci rosse dei fanali dell’ammiraglia dello sponsor Keit che mi stava davanti rischiando però, in più occasioni, di finire con la ruota posteriore dentro alle numerose pozzanghere d’acqua che era meglio evitare. E così è stato sulla prima, sulla seconda e sulla terza galleria, per fortuna tutto è andato bene. Cos’e stata la prima cosa che ha provato quando finalmente ha raggiunto il traguardo finale di questa durissima salita? Sicuramente le emozioni che ho provato quel momento sono indescrivibili, senza dubbio è stata una liberazione della tensione che da mesi ormai avevo, nessuno avrebbe scommesso che ci sarei riuscito ma ancora una volta ho dimostrato che l’impossibile non esiste ancora. Tutto è bene quel che finisce bene! Non proprio, purtroppo le delusioni non sono ancora finite! Avevo capito che quello che ero riuscito a fare quel giorno era qualcosa di straordinario, incredibile e che sicuramente avrebbe fatto parlare nel mondo del ciclismo e dello sport in generale. Sono venuto a sapere da fonti attendibili che qualcuno ha pensato che se la notizia fosse stata pubblicata su qualche giornale locale o annunciata su qualche tv, avrebbe fatto perdere di valore alla salita stessa e, poiché da mesi si stava facendo una campagna pubblicitaria enorme proprio per pubblicizzare il grado di difficoltà che la caratterizzano, allora hanno pensato bene di far tacere tutto. Questo comportamento, che io considero immane nei miei confronti ma anche nei confronti degli sponsor, delle persone e amici che mi hanno seguito quel giorno e dei miei sostenitori e tifosi che sono sempre di più, anche fuori dall’Italia, non è stato corretto. Ormai sono passati più di sei mesi dall’evento e posso ritenermi in parte soddisfatto; se da una parte sono stato “oscurato”, dall’altra ho avuto anche molti giornali e tv che mi hanno dato la possibilità di documentare e parlare di questa grande impresa sportiva. Per il 2008 ha già pensato quali saranno i suoi obbiettivi? La discesa dello Stelvio con la mountain bike senza ruota e forcella sarà sicuramente quella in cui dovrò concentrarmi maggiormente ma ho in mente anche qualcosa di veramente spettacolare ma per il momento preferisco non dire nulla, vi posso assicurare che sarà una GRANDE sorpresa!

precedente - successivo
per info scrivi a: info@magicotempe.com | Copyright©2002-2010 areaventuno.com | v2.0