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| news di mercoledì 23 luglio 2008 L’Alpe d’Huez su una ruota in 1h10’! |
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Alpe d’Huez, 24 luglio 08 Simone Temperato ne ha fatta un’altra delle sue. L’acrobata sulla bici di Campese (Vicenza) mercoledì mattina ha scalato una delle più celebri salite del mondo, l’Alpe d’Huez, alla sua maniera, vale a dire su una ruota sola, quella posteriore. Temperato ha preceduto i partecipanti al Tour de France, impegnati nella tappa numero 17, dando vita a un’altra delle sue memorabili imprese: ha percorso i celeberrimi 14 chilometri e mezzo di ascensione, 1.080 metri in verticale, un serpente di 21 tornanti che si avvita su una pendenza massima del 13%, in impennata, pedalando su una ruota sola dall’inizio alla sommità e staccando un tempo finale di 1h10’. A metà salita, il funambolo vicentino, senza mai smettere di pedalare, si è concesso una colazione a base di marmellata (Fiordifrutta della Rigoni di Asiago, in omaggio a uno dei suoi sponsor), mangiandola direttamente dal vasetto con un cucchiaino, tanto a lui le mani non servono per andare in bici… Alla prova del “Magico Tempe”, com’è soprannominato dai suoi tifosi, hanno assistito le decine di migliaia di appassionati assiepati sulla salita per assistere al passaggio del Tour de France. Temperato ha dato vita a uno spettacolo nello spettacolo, sollevando l’entusiasmo del pubblico. facendosi beffa delle leggi fisiche e percorrendo l’intera salita senza mai mettere a terra la ruota anteriore. “Negli ultimi quattro anni ho scalato con una ruota sola la maggior parte dei passi alpini e dolomitici - ha commentato Temperato dopo l’impresa -, era arrivato il momento di cimentarsi all’estero. Cominciando da un mito come l’Alpe d’Huez. E’ andato tutto bene. Grazie anche a una giornata stupenda dal punto di vista meteo. L’unico problema è arrivato dal pubblico, un muro umano di entusiasmo, fino al punto di ostruirmi la visuale della strada. Ma il gruppo di amici che mi segue sempre ha lavorato benissimo, aprendomi letteralmente la strada davanti. Durante l’impresa avrò sorpassato 350-400 ciclisti che salivano. Questo è l’inizio di una serie di nuove prestazioni altamente impegnative. Grazie all’allenamento sono riuscito a perfezionare la mia andatura su una ruota sola, arrivando a fare cose che erano impensabili anche per me. La mia sfida contro le leggi della fisica prosegue. Sempre utilizzando una normalissima bicicletta da corsa e senza pignone fisso. In queste condizioni è difficilissimo restare in equilibrio viaggiando a medie elevate, tenendo sempre presente che non posso fare forza con le braccia sul manubrio. La mia, ormai, è diventata una competizione contro me stesso. E contro le più famose salite ciclistiche del mondo”. Lab Com Press |
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Primi chilometri della salita, in questo tratto la pendenza sfiora il 13 per cento. |
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Il terzo dei 21 tornanti. |
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Nel tratto centrale della salita. |
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In alcuni tratti la velocità raggiunta è stata di 16 cilometri orari. |
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Parte finale della salita. In questo tratto la difficoltà maggiore è stata quella di evitare le persone a piedi e i ciclisti che salivano. |
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Innumerevoli le foto scattate e i video fatti al passaggio del Magico Tempe. |
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Ultimi metri prima dell’arrivo finale. |
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Arrivo. |
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Grande prova e soprattutto grande bici quella testata dal Magico Tempe proprio in occasione di questa impresa, Si tratta della nuova 101 della Wilier, eccezionale! |
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Foto di rito all’Alpe d’Huez dopo l’arrivo. Il TMT (Team Magico Tempe) al completo, da sinistra Matteo Scarso, Lorenzo Gandolfi e Davis Tosin. |
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Lo show non è mancato: ecco qui il Magico Tempe mentre sale in impennata assaporando una delle tante squisite marmellate dello sponsor Rigoni di Asiago. |
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