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news di mercoledì 22 luglio 2009
Monte Grappa Challenge, il racconto di Simone Temperato.

Partenza ore 7:47 da San Giacomo con il fido compagno di ventura Lorenzo Gandolfi. L’obbiettivo della giornata è affrontare le salite dei primi due versanti con una sola ruota. I primi chilometri passano via veloci con una cadenza di pedalata molto agile tanto da preparare le gambe alla prima grande fatica. Arrivati al primo posto di controllo, inizia la mia prima sfida. Alzo la ruota anteriore e parto. La sfida è iniziata, adesso si fa sul serio! Dopo un chilometro di salita si presenta il primo grande imprevisto, scoppia il tubolare! Tutto ad un tratto cala un gelo nei nostri volti, la giornata inizia male! La valvola è partita, non c’è niente da fare. Lorenzo allora decide di ritornare a San Giacomo a prendermi la macchina dove all’interno fortunatamente tenevo altre due ruote. Io nel frattempo scendo a piedi per aspettarlo a inizio salita. Dopo un’ora arriva, cambiamo la ruota e ripartiamo. Fino a Fietta cerchiamo di salire adagio per consentire ai muscoli di scaldarsi un po’ dopo la lunga sosta. Al chilometro 3.5 una macchina (Fiat Panda) si accoda dietro di noi, non vuole sapere di superarci e ci segue lungo il percorso, mi domano: forse vuole vedere fino a dove arrivo con una sola ruota! Be, se così fosse, questo oggi brucia la frizione! Si sale adagio, cerchiamo di tenere alto il morale ormai le dure rampe del Salto della Capra sono vicine, meglio risparmiare più energia possibile. Dopo l’ottavo chilometro si presenta la prima rampa impegnativa, questo e solo l’antipasto, il bello deve ancora arrivare. La tensione sale, lo sforzo dei muscoli delle braccia e della schiena aumenta, la velocità in questi punti sfiora i 6 chilometri orari e restare in equilibrio con una sola ruota e sempre più difficile. L’entusiasmo è però grande, alcuni passanti che scendono a valle a piedi mi incitano nelle ultime rampe, l’adrenalina sale, cerco di tener duro, ormai ce l’ho fatta. Supero l’ultimo tornante, a malapena con lo sguardo intravedo il cartello del Salto della Capra, non voglio però distrarmi troppo e continuo fino all’Archeson, qui finisce la prima vera salita. Ci fermiamo, da qui mi separano 3 chilometri di discesa, impensabili da fare con una sola ruota con la bici da corsa. Nel frattempo arriva l’innarestabile omino con la “Panda” (mi ha seguito per tutta la salita!) scende per farmi i complimenti, lo ringrazio e subito dopo ripartiamo, la giornata è ancora lunga. Dopo Valle delle Mure si riparte, ruota alta e via, ora l’arrivo è al Rifugio Bassano. Qui le pendenze non fanno paura, si riprende fiato. Nel tratto delle gallerie una sgradita sorpresa, in lontananza vediamo 4 asini in mezzo alla strada, inizio a preoccuparmi, mando Lorenzo in avanscoperta per cercare di crearmi un varco per il passaggio. Con una virata improvvisa riesco a passare in mezzo a due di questi senza appoggiare la ruota a terra, sembravano delle statue, immobili e impassibili, se erano tori ci avrei pensato due volte! Arriviamo al bivio con la salita di Semonzo, qui incrociamo alcuni ciclisti che stavano affrontando già il secondo versante, ormai il primo obbiettivo è raggiunto anche per noi. Come non bastasse a complicarmi la vita un motociclista bloccato nell’innesto con la statale che sale da Romano, non riesce a partire con la moto e mi costringe cambiare traiettoria all’ultimo secondo. Nel frattempo che lo aggiro riparte anche lui, inizio allora a chiamare la sua attenzione con qualche parolina non proprio allegra (quando ci vuole, ci vuole) finché si accorge che mi stava tagliando la strada, si ferma e mi fa passare, da li mancano solo 200 metri. Il primo versante è fatto! Arrivati al rifugio non posso che notare un gran clima di festa, di amicizia e di passione che accomuna tutti i partecipanti alla Monte Grappa Challenge. Il Ristoro è da Guinness dei Primati, come del resto l’organizzazione. Tra un panino e una crostata si fanno le prime amicizie, si raccontano le prime impressioni, si fanno le prime domande, non si parla di tempo, ma piuttosto di quanti versanti, lo spirito è quello giusto, oggi l’obbiettivo comune è sfidare se stessi. Ripartiamo dopo una ventina di minuti per affrontare il secondo versante. Mentre scendo incomincio a sentire dei forti dolori alla pancia, il freddo inizia a fare i suoi effetti. Arrivati al terzo posto di controllo, presso il bar Gelateria Hottonia, il dolore non passa, aspettiamo alcuni minuti poi partiamo. Arrivati alla chiesa di Semonzo alzo la ruota. Questo versante lo conosco molto bene non presenta grandi difficoltà ma questa volta sulle gambe c’è un’altra salita, un’altra fatica, quindi meglio salire con moderazione. Al 16° tornante mando il fido compagno di ventura Lorenzo a timbrare il cartellino sul punto di controllo situato al Bar al Deltaplano, ho previsto una breve sosta solo dopo la prima galleria dove inizia il breve tratto di discesa. Passiamo Campocroce, ormai i dolori alla pancia sono passati, ora mi aspetta l’ultimo tratto impegnativo, Baita Camol. La fatica pian piano inizia a farsi sentire, specialmente nella schiena, nelle braccia, nelle spalle e nelle gambe. Ci separano solo pochi chilometri alla vetta, ancora le ultime fatiche poi è fatta. Gli ultimi chilometri passano via veloci, ancora una volta è finita, la ruota anteriore tocca l’attesa riga bianca del traguardo, l’impresa è riuscita! Un attimo di commozione poi la felicità per aver raggiunto l’obbiettivo della giornata. Un ringraziamento particolare a Lorenzo per l’ottimo lavoro svolto a mio fianco, a Ivan, Sandra e tutto lo staff organizzativo per l’esemplare riuscita di questo memorabile evento. Complimenti anche a tutti i partecipanti, il clima di festa che ho trovato in cima al Grappa è stato qualcosa di indimenticabile. Arrivederci al prossimo anno!

Durante la seconda ascesa da Semonzo.

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